MICHAEL COLLINS – Irish classic

Irlanda, Regno Unito, Stati Uniti, 1996

Durata: 132’

Regia: Neil Jordan; sceneggiatura: Neil Jordan; fotografia: Chris Menges; montaggio: J. Patrick Duffner, Tony Lawson; sound: Elliot Goldenthal; scenografia: Anthony Pratt; costumi: Sandy Powell; casting: Suzie Figgis; produttore: Stephen Woolley; co-produttore: Redmond Morris; società di produzione: Warner Bros Pictures Inc.

Cast: Liam Neeson, Julia Roberts, Aidan Quinn, Alan Rickman, Stephen Rea, Ian Hart, Charles Dance, Brendan Gleeson, Stuart Graham, Gerard McSorley, Jim Sheridan, Tom Murphy, Owen Roe, Sean McGinley, Ian McElhinney, Jonathan Rhys-Myers

SINOSSI

Dublino, 1916: gli insorti della rivolta di Pasqua sono costretti alla resa, fra loro ci sono Michael Collins, Harry Boland ed Eamon De Valera. De Valera viene imprigionato, ma Collins e Boland, considerati figure di secondo piano degli Irish Volunteers, sono rilasciati dopo pochi mesi. Con De Valera in carcere, Collins diviene di fatto il leader militare dei Volunteer e fa propaganda politica per il partito Sinn Fein. Per suo volere, l’organizzazione da quel momento cambia strategia adottando tattiche da guerriglia per combattere l’esercito inglese. Nello stesso tempo, Collins e Boland sono in competizione per i favori di una donna, Kitty Kiernan.

IL REGISTA

Nato a Sligo nel 1950, scrittore oltre che regista, Neil Jordan è il più noto cineasta irlandese. Il suo primo lungometraggio è stato Angel, del 1982. Molte delle sue opere successive sono legate all’Irlanda: Un amore, forse due (The Miracle, 1991), La moglie del soldato (The Crying Game, 1993, premio Oscar per la miglior sceneggiatura originale), Michael Collins (1996, Leone d’Oro al Festival di Venezia), The Butcher Boy (1998), Breakfast on Pluto (2006), Ondine (2009). In parallelo con la sua attività nel cinema, Jordan ha pubblicato diversi romanzi e di recente anche un memoir, Amnesiac.

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