Il gaelico al cinema

Sabato 28 marzo 2015 l’Irish Film Festa presenta due film girati in lingua gaelica irlandese: il lungometraggio An Bronntanas (The Gift) di Tom Collins e il cortometraggio in concorso Rúbaí di Louise Ní Fhiannachta. La proiezione, alle 20.30 presso la Casa del Cinema di Roma, sarà introdotta da Barry McCrea (University of Notre Dame).

An Bronntanas / Rúbaí
An Bronntanas / Rúbaí

Non sono molti i film recitati del tutto o in parte in lingua gaelica che sono riusciti a raggiungere il pubblico internazionale, ma in Irlanda esistono un canale dedicato alle trasmissioni in gaelico, TG4 (dove è andato in onda An Bronntanas come miniserie da cinque episodi), e diversi programmi di finanziamento per lungometraggi (l’Irish Language Broadcast Fund di Northern Ireland Screen) e cortometraggi (Gearrscannáin dell’Irish Film Board nell’ambito del quale è stato prodotto Rúbaí).

Nel 2007 Kings di Tom Collins, proiettato all’Irish Film Festa due anni dopo, è stato il primo film ad essere proposto dall’Irlanda per la categoria del miglior film in lingua straniera ai premi Oscar.

 

 
Il pubblico dell’Irish Film Festa ha poi potuto vedere i cortometraggi An Ranger di P.J. Dillon con Owen McDonnel (che ritroviamo anche in An Bronntanas), nel 2010, e An Rinceoir (The Dancer) di Elaine Gallagher, nell’edizione 2012.

 

 

La lingua gaelica all’Irish Film Festa 2015

Sabato 28 marzo 2015 l’Irish Film Festa presenta due film girati in lingua gaelica irlandese: il lungometraggio An Bronntanas di Tom Collins, versione cinematografica della miniserie in cinque parti girata in Connemara e trasmessa da TG4, e il cortometraggio in concorso Rúbaí di Louise Ní Fhiannachta. La proiezione, alle 20.30 presso la Casa del Cinema di Roma, sarà introdotta da Barry McCrea (University of Notre Dame).

 

LE ORIGINI E LE CARATTERISTICHE DELLA LINGUA

Il gaelico, o Gaeilge, appartiene al gruppo delle lingue indoeuropee. Quella irlandese è stata per secoli una cultura quasi esclusivamente orale, e ciò che sappiamo dei Celti dell’epoca precristiana lo dobbiamo alle testimonianze dei Greci e dei Romani. I sistemi alfabetici più antichi, ad esempio l’Ogam (o Ogham) del popolo Goidelico, venivano usati solo per incidere brevi iscrizioni su pietra, legno e metallo, e per comunicare a distanza con le mani. La grammatica, piuttosto complessa, declina i nomi per casi, come il latino: nominativo, genitivo, dativo, accusativo e vocativo (manca l’ablativo). I generi sono due: maschile e femminile (il neutro è decaduto dopo il Medioevo).

 

L’ALFABETO

L’alfabeto irlandese è composto da 18 lettere: 13 consonanti e 5 vocali (brevi o lunghe), originariamente scritte in caratteri unciali (sostituiti col tempo, per praticità, dai caratteri latini).

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Le 18 lettere dell’alfabeto gaelico in forma unciale

I nomi tradizionali delle lettere gaeliche indicano piante e alberi dei quali, secondo le antiche credenze, conservano le proprietà medicinali:

Lettera latina Nome gaelico Nome italiano
a/A ailm olmo
b/B beith betulla
c/C coll nocciolo
d/D dair quercia
e/E edad pioppo tremolo/alpino
f/F fern ontano/frangola
g/G gort edera
h/non si usa quasi mai in forma maiuscola (h)uath biancospino
i/I idad tasso
l/L luis sorbo selvatico/rosso
m/M muin vite
n/N nin frassino
o/O ór oppure onn ginestra spinosa
p/P peith ebbio
r/R ruis sambuco
s/S sail salice
t/T tinne agrifoglio
u/U úr prugnolo

 

I NOMI E I COGNOMI

L’inglese traduce solo la forma maschile dei cognomi irlandesi, che invece in gaelico hanno tre forme: il maschile (Mac = figlio/di oppure Ó = discendente maschio/da), il femminile (Nic = figlia/di oppure = discendente femmina/da) e il femminile da coniugata (Bean Mhic = la donna del figlio di oppure Bean Uí = la donna del discendente di).

I cognomi di Louise Ní Fhiannachta, Antoin Beag Ó Colla e Doireann Ní Fhoighil, rispettivamente regista, sceneggiatore e interprete del cortometraggio Rúbaí, e quello di Pól Ó Gríofa, uno dei protagonisti di An Bronntanas, seguono la regola tradizionale.

Anche la piccola protagonista di Song of the Sea, il film d’animazione diretto da Tomm Moore che vedremo domenica 29 marzo, ha un nome gaelico: Saoirse, significa libertà. Il suo amico cane invece si chiama , che vuol dire proprio cane.

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Cú, Ben e Saoirse – Song of the Sea

 

IL CALENDARIO

Il Capodanno gaelico è il 1 novembre, primo giorno d’inverno. La primavera inizia così a febbraio, l’estate a maggio e l’autunno ad agosto. Dalle usanze che anticamente caratterizzavano il Capodanno deriva anche la tradizione del moderno Halloween: nella notte in cui la divinità della luce e quella delle tenebre si scontrano, la natura non è regolata e le maschere indossate dai bambini servono proprio per confondere le forze del male, libere in quelle poche ore di agire indisturbate.

 

LE FORMULE DI SALUTO

Il gaelico prevede un elegante prontuario orale di formule fisse per i saluti, secondo le quali chi risponde deve essere più generoso di chi esordisce (per le pronunce, cfr. video in fondo alla pagina):

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«Il primo saluto della giornata», tratto dal libro scolastico “Slí an Eolais” [lett. “Via della Conoscenza”] di Cormac Ó Cadhlaigh, 1940
[chi esordisce] [chi risponde]
Dia dhuit (daoibh) Dia is Muire dhuit (daoibh)
Dio a te (voi) Dio e Maria a te (voi)
Dia is Muire dhuit Dia is Muire dhuit is Pádraig
Dio e Maria a te Dio e Maria e Patrizio con te
Dia is Muire dhuit is Pádraig Dia is Muire dhuit is Pádraig agus Micheál
Dio e Maria e Patrizio con te Dio e Maria e Patrizio e Michele con te

 

IL CONNEMARA DI AN BRONNTANAS

Protagonisti di An Bronntanas (The Gift), il film di Tom Collins che vedremo sabato 28 marzo, sono i membri di una squadra di salvataggio che opera sulle coste del Connemara, nell’Irlanda dell’ovest, e in una notte di tempesta è chiamata soccorrere un peschereccio in difficoltà. Il Connemara, che in gaelico significa “levriero del mare”, ha sempre basato le proprie attività economiche e sociali sugli spostamenti marittimi, tant’è che ancora oggi certi servizi o infrastrutture sembrano troppo distanti l’uno dall’altro via terra ma sono invece facilmente raggiungibili navigando lungo le coste.

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Nel film di Tom Collins, “An Bronntanas” è il nome di un peschereccio: significa “il dono”.

La tipica barca a vela della Baia di Galway è chiamata púcán: con le sue tre vele (una grande quadrangolare e due piccole triangolari) è unica tra le imbarcazioni di questo tipo diffuse nelle isole britanniche. Currach è invece il nome di una barca più leggera, fatta di vimini, tela e catrame.

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Púcán, la tipica barca a vela della Baia di Galway

 

IL MITO DELLA SELKIE IN SONG OF THE SEA

Nella “canzone del mare” che ascoltiamo in Song of the Sea di Tomm Moore ricorre la parola idir, che vuol dire tra: «tra dentro e fuori / tra nord e sud / tra pieno e vuoto / tra costa e montagna / tra me e me stessa». Un testo semplicissimo che spiega però in maniera molto efficace la metempsicosi celtica, diversa da quella orientale: non è necessario morire per diventare qualcos’altro, le trasformazioni sono possibili anche in vita. Nella cultura celtica non c’è aut aut ma sia sia: tutto può coesistere.

Protagonista di Song of the Sea è un’entità metamorfica che nelle Isole Orcadi viene chiamata Selkie ma in gaelico semplicemente rón, ovvero foca, una specie di sirena (donna o uomo) non pericolosa. La selkie è una foca che si toglie la pelle per prendere il sole sulla roccia vicino al mare: se un umano se ne innamora e la priva della pelle, o manto, lei resterà sulla terra. Quando la indosserà di nuovo, tornerà al mare.

Le Selkie sono gentili, non tentano di attrarre o ingannare gli umani, ma vanno alla ricerca dei loro discendenti, dei bambini nati dall’unione tra una (o un) Selkie e un uomo (o una donna). I bambini-Selkie hanno di solito la testa tonda, i capelli scuri, gli occhi grandi e puri, proprio come le foche. Se in una famiglia dove tutti sono biondi o rossi, nasce un bambino con queste caratteristiche, secondo il mito vuol dire che qualche antenato si è unito con un o una Selkie. I figli delle Selkie non riescono a resistere al richiamo mare e quando si tuffano possono rimanere più tempo sott’acqua rispetto ai piccoli umani.

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Saoirse con il manto da Selkie – Song of the Sea

 

IL GAELICO OGGI

Il gaelico è parlato tuttora dalle comunità madrelingua che vivono lungo le coste atlantiche (la pronuncia varia da zona a zona) e viene usato come lingua veicolare, sebbene l’insegnamento non sia più obbligatorio, nelle scuole e nelle università. La lingua gaelica è indirettamente presente anche nell’inglese parlato dagli irlandesi con i cosiddetti Irishisms, espressioni tipiche mutuate proprio dal gaelico.

Curiosità: Roma è l’unica città il cui nome in gaelico è preceduto dall’articolo determinativo, An Róimh (come dire la Roma).

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Mappa dell’Impero Romano prima delle invasioni barbariche
tratta dal libro scolastico “Stair ne hEuropa, cuid a hAon” di Micheál Breathnach, 1935.
La didascalia recita letteralmente: «Impero di Roma, e i Barbari, giusto prima dell’Incursione».

 

LINK UTILI

Se si conosce l’inglese, è facile trovare sul web risorse linguistiche dedicate al gaelico: Easy Irish! è un corso online curato qualche anno fa da RTÉ: ogni lezione propone dialoghi da ascoltare (e scaricare in mp3) attraverso i quali apprendere le basi della grammatica e familiarizzare con la pronuncia (i saluti — Dia dhuit / Dia is Muire dhuit — sono nella lezione numero 1).

Questo video, a cura di Howcast, raccoglie invece sette frasi fondamentali per farsi capire: come salutare, come dire grazie, come dire sì/no, e così via.

Testo e ricerca iconografica in collaborazione con Kay McCarthy