IRISH FILM FESTA 2018 | I cortometraggi in concorso

IFF11_griglia_corti_1

 

Giunge all’11a edizione IRISH FILM FESTA, il festival interamente dedicato al cinema irlandese che quest’anno si terrà dal 21 al 25 marzo, come di consueto alla Casa del Cinema di Roma.

Il concorso, riservato ai cortometraggi di produzione o co-produzione irlandese, presenta quest’anno sedici opere che spaziano tra vari generi e tecniche di realizzazione.

«Siamo molto soddisfatti per la grande qualità, oltre che quantità, dei corti che abbiamo ricevuto quest’anno, nonostante ciò ci abbia costretto a scelte non facili per selezionare i finalisti. E siamo molto soddisfatti anche della larga percentuale di candidature arrivate dal Nord Irlanda, che confermano e rafforzano lo spirito pienamente ‘All Ireland’ del nostro festival», commenta il direttore artistico Susanna Pellis.

A Break in the Clouds di Tristan Heanue (anche attore, presente in concorso l’anno scorso con Today) e QED di Amy-Joyce Hastings (già ospite in più occasioni di IFF, come regista e attrice) mettono in scena l’evoluzione del rapporto di coppia in momenti particolarmente difficili. Il rapporto tra genitori e figli è invece al centro di Guard diretto da Jonathan Harden, nel quale la boxe diventa strumento di riconciliazione familiare; in The Jar di Carleton Rodgers i sogni di un bambino che vorrebbe diventare astronauta si scontrano con la durezza del mondo reale; Listen di David Moody racconta le difficoltà di una famiglia per la quale il gaelico è una barriera linguistica.

The Date, miglior cortometraggio al Galway Film Fleadh 2017, è un’intensa storia d’amore sospesa tra passato e presente, e segna il debutto cinematografico della regista teatrale Selina Cartmell, attualmente alla direzione Gate Theatre in Dublin.

Tre cortometraggi sperimentano poi le potenzialità del linguaggio documentaristico su storie di finzione: Native di Linda Bhreathnach sceglie come interprete unico Patrick Bergin e si avvale della fotografia di Seán T. O’Mailleagh (lo abbiamo già conosciuto come attore nel western An Klondike e nella serie tv storica 1916 Seachtar na Cásca) per un poetico viaggio di ritorno a Ros Muc nel Connemara; Lava Lisa di Edward Cleary si interroga sulle conseguenze che un trauma emotivo può avere nella vita di una persona; You’re not a Man at All di Pádraig Conaty è invece una delicata esplorazione dell’identità umana, con Seamus O’Rourke grande protagonista.

Spazio anche alla commedia con il surreale Gustav di Denis Fitzpatrick e Ken Williams interpretato da Seán T. O’Mailleagh, e Marky’s Bad Week di Daniel Holmwood con Thomas Dunne (conosciuto anche come il rapper Tommy KD) e Caoilfhionn Dunne (l’abbiamo vista l’anno scorso in In View); il nordirlandese The Captors di Chris Baugh con Stuart Graham è invece un thriller su un rapimento dalla svolta inaspettata.

I quattro cortometraggi animati, tutti in animazione 2D, sono infine: Coranna di Steve Woods, ispirato a fatti realmente accaduti nel periodo della Grande Carestia Irlandese e realizzato con la tecnica rotoscopica; l’ironico Departure di Aoífe Doyle e il delicato Late Afternoon di Louise Bagnall (prodotto da Cartoon Saloon, lo studio di Song of the Sea e The Breadwinner) che affrontano entrambi il tema della vecchiaia, dei ricordi e dei legami familiari; lo stilizzato The Line di Dillon Brannick, sul rapporto padre-figlio in un momento di dolore.

 

IFF11_griglia_corti_2

 

LIVE ACTION

A BREAK IN THE CLOUDS (Irlanda, 2017) | Tristan Heanue
Prod. Paddy Slattery, Tristan Heanue – 19’25’’
con Gemma-Leah Devereux, Tristan Heanue, Marie Ruane, Linda Bhreathnach
Una giovane coppia fa fatica a riassestare la propria vita dopo la nascita del primo figlio.

THE CAPTORS (Irlanda del Nord, 2015) | Chris Baugh
Prod. Brendan Mullin – 16’02’’
con Nigel O’Neill, Stuart Graham, Jonathan Harden, Lacy Moore, Seamus O’Hara
Tre rapinatori devono prendere una decisione impossibile quando la vittima, un uomo molto ricco, scopre il loro piano.

THE DATE (Irlanda, 2017) | Selina Cartmell
Prod. Claire Gormley – 16’13’’
con Charlene McKenna, Rory Fleck-Byrne
Brian e Sinead si incontrano per un drink nel loro bar preferito e ricordano l’amore che li univa.

GUARD (Irlanda del Nord, 2017) | Jonathan Harden
Prod. Jonathan Harden, Bronagh Taggart, Sean A. Murray – 13’26’’
con Bronagh Taggart, Michael McElhatton, Ian McElhinney, Carol Moore, Mosa Kambule
Suo padre esce dal carcere, e una giovane donna deve fare i conti con dei ricordi dolorosi. Una riappacificazione sembra possibile solo quando lui le insegna a boxare.

GUSTAV (Irlanda, 2017) | Denis Fitzpatrick & Ken Williams
Prod. Steven Daly – 11’38’’
con Seán T. O’Mailleagh, Charlene Gleeson, Glen Barry
Un giovane si sveglia con una melodia in testa. Come ci è finita?

THE JAR (Irlanda del Nord, 2017) | Carleton Rodgers
Prod. Michael Costello, Carleton Rodgers – 19’42’’
con Brandon Brownlee, Paul McGuinness, Rachel McGrane, Caolan Johnston, Will O’Hare
Jake coltiva l’infantile ambizione di diventare astronauta raccogliendo monetine in un barattolo. Ma qualcuno è pronto a calpestare i suoi sogni. Jake riuscirà lo stesso a fare il grande passo nello spazio?

LAVA LISA (Irlanda, 2017) | Edward Cleary
Prod. Edward Cleary, Karol Stankiewicz  – 10’02’’
con Grainne Boyle, Sorcha Herlihy, Sam Lucas Smith, Mary Pat Moloney
Un documentario di finzione su una donna che affronta un evento traumatico del passato in maniera molto insolita.

LISTEN (Irlanda del Nord, 2017) | David Moody
Prod. Emma Mullen – 10’
con Naseen Morgan, Brian Milligan, Muireann McSherry
La lingua gaelica nella Belfast di oggi, una storia raccontata dal punto di vista di una giovane famiglia che fa fatica a comunicare.

MARKY’S BAD WEEK (Irlanda, 2017) | Daniel Holmwood
Prod. Paul Rowland – 5’59’’
con Thomas Dunne, Caoilfhionn Dunne
Marky ha appena passato la settimana peggiore della sua vita e vorrebbe rilassarsi con uno spinello. Ma le cose vanno di male in peggio quando incrocia una vecchia conoscenza.

NATIVE (Irlanda, 2017) | Linda Bhreathnach
Prod. Linda Bhreathnach & Marina Yarnell Donahue – 13’51’’
con Patrick Bergin
Un lavoratore emigrato che torna a casa dopo tanti anni: Native parla di immigrazione e di ritorno, e della capacità di superare le sofferenze che fanno parte della vita.

QED (Irlanda, 2017) | Amy-Joyce Hastings
Prod. Michael O’Kelly, Trisha Flood, Danielle Collins, Jannik Ohlendieck – 17’10’’
con Donna Anita Nikolaisen, Michael O’Kelly, Norma Sheahan, Charlene Gleeson, Steve Wilson
QED affronta il tema dell’amore sacrificale e pone la domanda definitiva: ‘Cosa non si farebbe per amore?’.

YOU’RE NOT A MAN AT ALL (Irlanda, 2017) | Pádraig Conaty
Prod. Andréa Farrell – 9’56’’
con Seamus O’Rourke
Una competizione canora organizzata in un piccolo villaggio dà l’occasione a un solitario allevatore di svelare un segreto.

ANIMAZIONE

CORANNA (Irlanda, 2017) | Steve Woods
Prod. Steve Woods – 8’50’’
Ispirato a fatti realmente accaduti al tempo della Grande Carestia Irlandese. Un ragazzo gareggia col suo cavallo, Coranna, per salvare il villaggio dalla catastrofe. Ma bisognerà attendere cambiamenti molto più grandi affinché la gente sia salva dalla fame.

DEPARTURE (Irlanda, 2017) | Aoífe Doyle
Prod. Niamh Herrity – 9’13’’
Una nonna irlandese sfugge alla sua vita solitaria in modo del tutto inaspettato.

LATE AFTERNOON (Irlanda, 2017) | Louise Bagnall
Prod. Nuria González Blanco – 9’22’’
Emily si perde nei ricordi e rivive momenti importanti della sua vita. La sua esistenza è sospesa tra passato e presente, eppure lei si sforza di collegarli.

THE LINE (Irlanda, 2017) | Dillon Brannick
Prod. IADT – 4’45’’
Un’osservazione del rapporto tra genitore e figlio nel momento in cui il dolore sembra insopportabile.

IRISH FILM FESTA 11, dal 21 al 25 marzo 2018

irish film festa 11 - dal 21 al 25 marzo 2018

 

Giunge all’11a edizione IRISH FILM FESTA, il festival interamente dedicato al cinema irlandese che quest’anno si terrà dal 21 al 25 marzo 2018, come di consueto alla Casa del Cinema di Roma.

Seguiteci anche su Twitter (@IrishFilmFesta), Instagram (@irishfilmfesta) e sulla nostra pagina Facebook: news quotidiane sul cinema irlandese e naturalmente tutti gli aggiornamenti sulle attività del festival.

IRISH FILM FESTA 2018 | Aperte le iscrizioni per il concorso cortometraggi

Irish Film Festa 2018 - concorso cortometraggi

 

Sono aperte le iscrizioni per il concorso riservato ai cortometraggi irlandesi dell’undicesima edizione di IRISH FILM FESTA, in programma a marzo 2018.

Sono accettati solo cortometraggi prodotti o co-prodotti in Irlanda e di durata non superiore ai 20 minuti. Le categorie ammesse sono: live action (qualunque genere), animazione (qualunque tecnica).

La partecipazione è gratuita. Il termine per la presentazione delle opere è il 10 gennaio 2018.

Per la selezione iniziale si accettano i seguenti formati: Online Screener/DVD.

Per invio tramite posta elettronica l’indirizzo mail è: submissions.IFF@gmail.com

I DVD possono invece essere inviati all’indirizzo:
Associazione Culturale ARCHIMEDIA
via Segesta 16
00179 Roma (Italia)

Le opere inviate in questa fase non verranno restituite.

Tra tutti i corti ricevuti, il Festival selezionerà – a proprio insindacabile giudizio – i titoli finalisti che comporranno la sezione competitiva della manifestazione. A ciascun finalista sarà inviata una specifica comunicazione. Non verrà inviata alcuna comunicazione ai non selezionati.

Entro una settimana dalla comunicazione ricevuta, gli autori delle opere finaliste dovranno inviare:
una copia dell’opera in alta risoluzione;
la lista dialoghi con timecode;
un’immagine del corto, una breve sinossi e una scheda tecnica per il catalogo del festival.

I formati accettati per la fase finale sono i seguenti: DCP/DVD/Blu-Ray.

N.B.: In assenza di dialogue list, il cortometraggio sarà escluso dal concorso.

 

Gridlock e Second to None vincono la 10a edizione di Irish Film Festa

IFF_vincitori_2

Gridlock di Ian Hunt Duffy (live action) e Second to None di Vincent Gallagher (animazione) sono i cortometraggi vincitori della 10a edizione di Irish Film Festa (30 marzo – 2 aprile 2017, Casa del Cinema).

La giuria era composta da Oscar Cosulich (direttore artistico Future Film Festival), Barry Monahan (docente Film Studies, University City Cork) e Serenella Zanotti (docente Lingua e Traduzione Inglese, Università Roma Tre).

foto: Guido Cavatorta

Il direttore Susanna Pellis presenta la 10a edizione di Irish Film Festa

Il direttore Susanna Pellis presenta la 10a edizione di Irish Film Festa

Anno 10 di IRISH FILM FESTA: un decennale che ci prepariamo a festeggiare con tanto di ‘francobollo celebrativo’ e in compagnia di un ospite come Jim Sheridan, vero motore d’avviamento, a fine anni Ottanta, di tutto il cinema irlandese.  Il regista presenterà il suo nuovo film, The Secret Scripture, tratto dal best seller di Sebastian Barry, e rivedrà con noi uno dei suoi titoli storici, The Boxer, storia d’amore e IRA nella quale, accanto a Daniel Day-Lewis ed Emily Watson, furoreggia un incandescente Gerard McSorley.

Oltre a McSorley, che sarà anche lui a Roma, un altro attore amatissimo da questo festival che ha accettato il nostro invito è Martin McCann, ‘voce’ di Bobby Sands nel documentario 66 Days. Un film che ha il merito di guardare alla figura di Sands con grande equilibrio per collocarla definitivamente al posto che le spetta, nella mitologia irlandese e nella Storia.

Gli altri titoli, tutti inediti: in apertura The Flag, commedia con Pat Shortt e Moe Dunford alla ricerca del tricolore irlandese andato perduto nel 1916; poi Sanctuary, incursione tanto coraggiosa quanto spassosa nel mondo della disabilità, per difendere le ragioni di ragazzi che pretendono soltanto di poter vivere come tutti; Traders, thriller in cui la crisi finanziaria costringe Killian Scott ad affrontare duelli dove sono in gioco sia la borsa che la vita; Mammal, opera spiazzante, che confuta il modello condiviso di maternità, con l’astro nascente Barry Keoghan nella parte di un giovane senzatetto. E l’Irish classic di questa edizione, The General: biografia del fuorilegge dublinese Martin Cahill, un personaggio a suo modo leggendario, con il quale poteva misurarsi soltanto un pari peso come Brendan Gleeson.

Attese infine, per il weekend, due opere prime diversamente imperdibili: In View, storia lacerante di una poliziotta che ha perso il figlio e il marito e ora lotta contro depressione e alcolismo, incapace di vedere altro che il baratro davanti a sé. Un film che non fa sconti, con una grande prova di attrice: lei è Caoilfhionn Dunne (niente paura, la pronuncia è più facile di quel che sembra). E The Young Offenders, commedia on the bike che trasforma un fatto di cronaca in un frenetico, esilarante inseguimento di un carico di cocaina, concedendosi pure qualche affaccio improvviso sulle baie incantevoli di West Cork.

Come però sa bene chi ha avuto modo di frequentarci in questi anni, IRISH FILM FESTA non si limita mai alle sole proiezioni. Oltre all’intervista pubblica con Jim Sheridan e agli incontri con gli attori, ci saranno una conferenza su Cinema e Troubles di Martin McLoone, professore emerito dell’Università dell’Ulster; presentazioni di libri e scrittori (ospite, fra gli altri, Dermot Bolger); il concorso cortometraggi, mai così ricco anche per volti noti (Adrian Dunbar, Conleth Hill, Steve Wall) e prestigiose voci narranti (Kate Winslet, Jared Harris).

E ci sarà pure una mostra fotografica festosamente auto-celebrativa, occasione per ricordarci di tutti i magnifici artisti irlandesi che ci hanno fatto visita in questi dieci anni.

— Susanna Pellis

Il programma di IRISH FILM FESTA 10

Il programma di Irish Film Festa 10

 

Giunge alla decima edizione IRISH FILM FESTA, il festival interamente dedicato al cinema irlandese che quest’anno si terrà dal 30 marzo al 2 aprile, come di consueto alla Casa del Cinema di Roma.

“In questi dieci anni abbiamo presentato il meglio del cinema irlandese contemporaneo, scegliendo film inediti nel nostro Paese, ma premiati all’estero da numerosi riconoscimenti; e avuto il privilegio di accogliere ospiti prestigiosi come Stephen Rea, Fionnula Flanagan, Lenny Abrahamson, Adrian Dunbar, e molti altri. Per questo, la decima edizione di IRISH FILM FESTA sarà un’edizione speciale, celebrativa del percorso finora compiuto e propulsiva per quello ancora da compiere”, commenta il direttore artistico Susanna Pellis.

Tra i lungometraggi in programma alla decima edizione di IRISH FILM FESTA, tutti in anteprima italiana, vedremo il documentario Bobby Sands: 66 Days di Brendan J. Byrne, dedicato ai sessantasei giorni di sciopero della fame che nel 1981 portarono alla morte di Bobby Sands nel carcere di Long Kesh. Il film analizza il valore simbolico e culturale del digiuno nel contesto storico-politico irlandese e si basa sui diari tenuti in carcere dallo stesso Bobby Sands, affidandone la lettura all’attore Martin McCann, atteso come ospite al festival: “Quelle parole mettono la sua voce al centro del film e ci portano nella sua mente – spiega il regista – l’unico posto nel quale Sands ha trovato la libertà”. 66 Days è stato presentato all’ultimo Galway Film Fleadh e al festival internazionale del documentario Hot Docs di Toronto.

Alla proiezione di 66 Days parteciperà anche il giornalista Riccardo Michelucci, autore del saggio di recente pubblicazione Bobby Sands. Un’utopia irlandese (Edizioni Clichy).

La storia dei Troubles nordirlandesi e la loro rappresentazione cinematografica in opere come Angel, Una scelta d’amore (Some Mother’s Son), Niente di personale (Nothing Personal), The Boxer, Hunger, e altre, saranno inoltre al centro di una conferenza che terrà al festival il prof. Martin McLoone (University of Ulster, Emeritus).

Martin McCann, che abbiamo visto l’anno scorso in The Survivalist di Stephen Fingleton, è anche interprete e co-regista del mockumentary Starz, uno dei cortometraggi in concorso che vede come protagonista uno straordinario Gerard McSorley (The Constant Gardener, Veronica Guerin), anche lui atteso a Roma. La sezione competitiva di IRISH FILM FESTA presenta quest’anno quindici corti — qui la selezione completa — che spaziano tra vari generi e tecniche di realizzazione (animazione, documentario, horror, thriller).

Il regista Ciarán Creagh, l’attrice protagonista Caoilfhionn Dunne (nel cast della serie Love/Hate) e ancora Gerard McSorley presenteranno invece il dramma In View: Ruth è un’agente di polizia che, incapace di elaborare il lutto per la perdita del figlio e del marito, sta smarrendo anche se stessa. Il suo senso di colpa è insopprimibile, e la spinge ad affrontare gli errori del passato in cerca di redenzione.

Vicenda drammatica anche per Mammal, scritto e diretto da Rebecca Daly e interpretato da Rachel Griffiths (nomination agli Oscar 1999 per Hilary and Jackie) e il giovane Barry Keoghan (Love/Hate): per Margaret la notizia della sparizione del figlio adolescente, che lei ha lasciato quando era piccolo, coincide con la decisione di ospitare Joe, un ragazzo senzatetto che ha trovato per strada, ferito. Mammal è stato presentato in anteprima al Sundance Film Festival nel 2016.

Sanctuary, opera prima di Len Collin, ha un’origine teatrale: alla base c’è il testo omonimo di Christian O’Reilly messo in scena dalla Blue Teapot Theatre Company, una compagnia di Galway formata da attori con disabilità intellettive. Protagonisti del film, che mantiene lo stesso cast della pièce, sono Larry e Sophie, due giovani innamorati: cosa può esservi di più naturale per loro che desiderare di passare del tempo insieme da soli? Ma Larry e Sophie non sono una coppia come le altre. E cercando di avere un po’ di intimità non stanno solo infrangendo le regole, stanno infrangendo la legge.

In The Flag di Declan Recks (il suo primo film, Eden, era all’IFF 2008) si torna a parlare  della Easter Rising, dopo il Centenario celebrato anche dal festival lo scorso anno, attraverso un’inedita chiave comica. Per Harry Hambridge (Pat Shortt), irlandese emigrato a Londra, va tutto storto. Tornato a casa per il funerale del padre, trova una dichiarazione secondo la quale sarebbe stato suo nonno ad issare la bandiera irlandese sul General Post Office durante la Rivolta di Pasqua del 1916. Bandiera che oggi si trova appesa, alla rovescia, in una caserma inglese. Stanco di subire umiliazioni, Harry è determinato, con l’aiuto di improbabili compagni (c’è anche Moe Dunford, visto all’IFF 2015 in Patrick’s Day di Terry McMahon), a recuperare quella  benedetta  bandiera. A Roma saranno presenti Declan Recks e lo sceneggiatore Eugene O’Brien.

Ispirato alla cronaca di un sequestro di cocaina per 440 milioni di euro al largo delle coste di Cork nel 2007, The Young Offenders di Peter Foott (miglior film irlandese al Galway Film Fleadh 2016) vede due ragazzi della zona, Conor e Jock, intraprendere un viaggio di 160 chilometri su due biciclette rubate nella speranza di trovare una balla di cocaina che a quanto pare è sfuggita alle forze dell’ordine. Una commedia dal ritmo frenetico, che in patria ha letteralmente spopolato. L’autore e regista Peter Foott sarà al festival e per l’occasione verrà proiettato anche il suo cortometraggio The Carpenter and His Clumsy Wife, menzione speciale alla Mostra di Venezia 2004.

Due sconosciuti svuotano i loro conti bancari, vendono i loro beni, e mettono il loro intero patrimonio in contanti in una borsa sportiva verde. Poi si recano in una località solitaria per battersi fino alla morte. Il vincitore seppellisce il perdente e si allontana due volte più ricco. È l’idea alla base di Traders, il film di Rachael Moriarty e Peter Murphy che vede come protagonisti Killian Scott (Love/Hate) e John Bradley (Game of Thrones). Piccoli ma significativi ruoli anche per Barry Keoghan e Caoilfhionn Dunne.

Due, infine, gli Irish Classic della decima edizione. Il primo è The General di John Boorman (1998), premiato per la migliore regia al Festival di Cannes: il generale del titolo è il criminale dublinese Martin Cahill, interpretato nel film da Brendan Gleeson. Noto per la spietatezza e per la meticolosità con la quale pianificava le azioni criminali, Cahill è stato raccontato nel dettaglio nel libro The General  del giornalista Paul Williams, dal quale è tratta la sceneggiatura del film. Il testo è stato pubblicato per la prima volta in Italia solo l’anno scorso da Milieu Edizioni per la collana Banditi senza tempo, parallelamente ad altri due volumi legati all’Irlanda: On the Brinks dell’ex militante dell’IRA Sam Millar e Bomber Renegade di Michael “Dixie” Dickson, ultimo prigioniero dell’IRA ad essere liberato, oggi organizzatore di concerti ed eventi sportivi.

The Boxer (1997) è invece l’omaggio di IFF al regista Jim Sheridan, che sarà per la prima volta ospite al festival per un incontro col pubblico. Di Sheridan, tre nomination agli Oscar (per la regia di Il mio piede sinistro e Nel nome del padre, e per la sceneggiatura di In America), verrà proposto anche il film più recente, Il segreto (The Secret Scripture), tratto dal romanzo omonimo di Sebastian Barry. Interpretato da Rooney Mara, Eric Bana, Vanessa Redgrave e Adrian Dunbar, Il segreto, già presentato alla scorsa Festa del Cinema di Roma, uscirà nelle sale italiane il 6 aprile distribuito da Lucky Red. Fa parte dell’omaggio a Sheridan anche The Carpenter and His Clumsy Wife, di cui il regista è la voce narrante.

Un’ulteriore parentesi letteraria sarà dedicata dal festival allo scrittore Dermot Bolger, protagonista di un incontro coordinato da John McCourt (Università di Macerata). Nato nel 1959 a Finglas, periferia nord di Dublino, Bolger è autore di romanzi, poesie e testi teatrali. Tra i suoi libri più noti, Verso casa (1997) e Figli del passato (2007), pubblicati in Italia da Fazi Editore.

Il manifesto di Irish Film Festa . 10

IFF10_inserzione_325px_HD

2d_Map_of_Ireland-_first_Irish_postage_stamp«Siamo arrivati alla decima edizione del festival, ci piaceva segnalare la ricorrenza fin dal manifesto. Per farlo, abbiamo pensato a una specie di francobollo celebrativo; e per modello abbiamo preso il primo francobollo emesso dal Free State irlandese nel 1922, subito dopo l’indipendenza dall’Inghilterra. Opportunamente adattato, anche nel colore, è diventato la nostra immagine per il decennale.»

Susanna Pellis, direttore di Irish Film Festa

 

Bobby Sands: 66 Days in anteprima italiana all’Irish Film Festa

Il documentario Bobby Sands: 66 Days alla decima edizione di Irish Film Festa

 

Giunge alla decima edizione Irish Film Festa, il festival interamente dedicato al cinema irlandese che quest’anno si terrà dal 30 marzo al 2 aprile 2017, come di consueto alla Casa del Cinema di Roma.

Tra i lungometraggi in programma quest’anno vedremo in anteprima italiana il documentario Bobby Sands: 66 Days di Brendan J. Byrne, dedicato ai sessantasei giorni di sciopero della fame che nel 1981 portarono alla morte di Bobby Sands nel carcere di Long Kesh.

Il film analizza il valore simbolico e culturale del digiuno nel contesto storico-politico irlandese e si basa sui diari tenuti in carcere dallo stesso Bobby Sands, affidandone la lettura all’attore Martin McCann, atteso come ospite al festival: “Quelle parole mettono la sua voce al centro del film e ci portano nella sua mente – spiega il regista – l’unico posto nel quale Sands ha trovato la libertà”. 66 Days è stato presentato l’anno scorso al Galway Film Fleadh e al festival internazionale del documentario Hot Docs di Toronto.

Alla proiezione di 66 Days parteciperà anche il giornalista Riccardo Michelucci, autore del saggio di recente pubblicazione Bobby Sands. Un’utopia irlandese (Edizioni Clichy).

La storia dei Troubles nordirlandesi e la loro rappresentazione cinematografica in opere come Angel, Una scelta d’amore (Some Mother’s Son), Niente di personale (Nothing Personal), The Boxer, Hunger, e altre, saranno inoltre al centro di una conferenza che terrà al festival il prof. Martin McLoone (University of Ulster, Emeritus).

Martin McCann, che abbiamo visto l’anno scorso in The Survivalist di Stephen Fingleton, è anche interprete e co-regista di Starz, uno dei cortometraggi in concorso. La sezione competitiva di Irish Film Festa presenta quest’anno quindici corti che spaziano tra vari generi e tecniche di realizzazione (animazione, documentario, horror, thriller — qui l’elenco completo delle opere selezionate).

 

LA SCHEDA DEL FILM

BOBBY SANDS: 66 DAYS (Irlanda del Nord, Irlanda, USA, Danimarca, Svezia 2016) – Documentario

Regia: Brendan J. Byrne; sceneggiatura: Brendan J. Byrne; fotografia: David Barker; montaggio: Paul Devlin; musica: Edith Progue; animazioni: Peter Strain, Ryan Kane; scenografia: David Craig; produttori: Trevor Birney, Brendan J. Byrne; produttore esecutivo: Alex Gibney; produzione: Fine Points Films, Cyprus Avenue Films. Durata: 105’

Voce narrante di Martin McCann

Nella primavera del 1981, lo sciopero della fame portato avanti per sessantasei giorni dall’attivista repubblicano Bobby Sands attirò l’attenzione del mondo sulla causa nordirlandese. Il documentario 66 Days prende in esame la straordinarietà della vita e della morte di Bobby Sands, a trentacinque anni dal suo estremo sacrificio. Il film fa uso di testimonianze dirette, materiali d’archivio inediti e animazioni, per ricostruire la genesi di una grande figura di martire e, parallelamente, un momento di grande cambiamento nella storia irlandese del ventesimo secolo, le cui conseguenze si fanno sentire ancora oggi.

Brendan J. Byrne è un filmmaker di lunga esperienza, specializzato in documentari e lungometraggi. Per più di vent’anni ha realizzato documentari televisivi di altissimo livello in Irlanda e nel Regno Unito, per la BBC, C4 e RTÉ. Tra i suoi lavori Breaking the Silence (2010), che affronta il tema dell’elaborazione del lutto nelle famiglie colpite da un suicidio. Jump, il suo primo lungometraggio da produttore, è stato selezionato dal prestigioso Toronto International Film Festival nel 2012. 66 Days è il primo documentario del quale firma la regia.

66daysthefilm.com/the-film

 

Tre domande a… Ian Hunt Duffy, regista di Gridlock

Gridlock - Intervista a Ian Hunt Duffy - Irish Film Festa

 
Una bambina scompare nel corso di un ingorgo stradale. Il padre, sconvolto, improvvisa una squadra di ricerca di ritrovarla. Tutti i presenti sono possibili sospettati. Gridlock di Ian Hunt Duffy è uno dei cortometraggi in concorso alla decima edizione di Irish Film Festa (30 marzo – 2 aprile, alla Casa del Cinema di Roma).

Ce ne parla il regista, che già l’anno scorso era in gara come produttore di Love is a Sting.

 

Dove è stato girato il corto? E quanto sono durate le riprese?

Abbiamo girato per cinque giorni nella foresta di Donadea, nella contea di Kildare in Irlanda.

 

L’azione di Gridlock si svolge in uno spazio molto limitato: come hai lavorato sui movimenti di macchina e poi sul montaggio?

Con il direttore della fotografia Narayan Van Maele ho deciso di usare molto la camera a mano, per trasmettere al film energia e immediatezza. L’obiettivo era suggerire un senso di claustrofobia, anche se i protagonisti si trovano all’aria aperta. Abbiamo cercato di tenere la macchina da presa molto vicino agli attori, proprio per dare il senso di una folla inferocita che si stringe sempre di più.

Gridlock è un film corale, quindi abbiamo privilegiato inquadrature lunghe, cariche di tensione, che mostrassero i vari personaggi coinvolti nell’azione.

 

Tutti gli attori – Moe Dunford, Peter Coonan, Steve Wall – sono fantastici: è stato difficile sceglierli?

Siamo stati davvero fortunati con il cast. Come dicevo, Gridlock per me doveva essere un film corale, quindi avevo bisogno di un gruppo d’attori bravissimi e che funzionassero bene insieme.

Per quanto riguarda Moe Dunford, avevo già pensato a lui come protagonista dopo aver ammirato la sua meravigliosa performance in Patrick’s Day. L’ho contattato, gli ho spiegato la mia visione del film e abbiamo trovato subito un’intesa. Anche con gli altri attori è andata benissimo, si sono mostrati tutti estremamente disponibili e interessati alla sceneggiatura.

 

Tre domande a… Helen Flanagan, regista di The Debt

The Debt - Interview with Helen Flanagan - Irish Film Festa

 
Daithi, dieci anni, si innamora di Jessica, una compagna di scuola. Per riuscire a conquistarla, il bambino chiede aiuto alla sua migliore amica Penny: The Debt è uno dei cortometraggi in concorso alla decima edizione di Irish Film Festa.

Ce ne parla la regista Helen Flanagan.

 

Come nasce l’idea per questa storia di amore e amicizia tra bambini?

La sceneggiatura nasce da un’idea molto semplice, un bambino che sfrutta la perdita di un dentino per procurarsi del denaro. Sviluppando poi i personaggi, anche la storia ha preso forma, e dal punto di vista tematico il cuore del racconto sta nell’imparare l’importanza dell’amicizia da bambini. Vari dettaglio vengono dalle mie esperienze personali: dal momento che non sono stata una bambina particolarmente popolare o socievole, mettere alla base della storia un’amicizia così profonda era fondamentale.

 

Come hai scelto i due giovani protagonisti e come è stato lavorare con loro? Soprattutto Susie Power: la sua Penny è un bel personaggio, forte e anticonformista.

La scelta del cast ha richiesto molto tempo e mi ritengo davvero fortunata per aver avuto la possibilità di lavorare con Lee O’Donoghue e Susie Power: sono due giovani attori fantastici, ed entrambi hanno dimostrato intelligenza e intuito nell’affrontare i propri personaggi. Anche Daithi è un anticonformista, ma Penny mi stava particolarmente a cuore: non volevo che apparisse come il classico personaggio secondario, ma che fosse una persona reale con veri sentimenti, non il solito stereotipo del maschiaccio. Susie è davvero brillante, ha una grande capacità di rappresentare i sottotesti in modo molto naturale. Anche Lee è stato grande, e ha messo tanto di sé nel personaggio.

 

Dove è stato girato il corto?

In una piccola città che si chiama Birr, nella contea di Offaly. Il corto è stato finanziato proprio dalla locale film commission. Conoscevo già Birr e pensavo che sarebbe stata la location perfetta per la mia storia, così ho proposto la sceneggiatura. Girare a Birr è stato fantastico, è proprio il tipo di luogo in cui ti immagini due bambini scorrazzare in giro e cacciarsi nei guai.

Tre domande a… Cashell Horgan, regista di The Clockmaker’s Dream

The Clockmaker's Dream - Intervista al regista Cashell Horgan - Irish Film Festa

 
Cashell Horgan è il regista di The Clockmaker’s Dream, il cortometraggio fantasy in concorso alla decima edizione di Irish Film Festa (dal 30 marzo al 2 aprile alla Casa del Cinema di Roma).

In un mondo di automi, un fabbricante di orologi cerca di costruire la donna perfetta e darle il posto della moglie che ha perduto, ma è più difficile di quanto potesse immaginare. L’uomo deve trovare una soluzione prima che il tempo a sua disposizione finisca e il proprio mondo si fermi per sempre…

 

Le sconografie e i costumi di The Clockmaker’s Dream sono molto particolari: avete guardato a dei modelli di riferimento?

Abbiamo fatto lunghe ricerche preliminari: i personaggi ricordano persone reali, persone che potrebbero essere gli abitanti di una piccola città, ma sono anche figure di fantasia, più simili a giocattoli d’epoca.

Abbiamo osservato giocattoli di latta, bambole e costumi dell’800, ma anche maschere tradizionali del Nord Europa e fotografie di costumi di Halloween fatti in casa tra gli anni 20 e 50. L’ambientazione doveva avere un tono classico, per adattarsi alle creazioni del Clockmaker, ma anche un tocco moderno, come se quegli elementi fossero lì da secoli.

Le maschere di cartapesta hanno una qualità antica, da oggetto fatto a mano, e sono state realizzate dalla burattinaia irlandese Emma Fisher in collaborazione con alcuni studenti d’arte di Limerick. Dietro ai costumi c’è invece la stilista Tatsiana Coquerel, anche lei di Limerick: il lavoro di Tatsiana si ispira all’estetica delle bambole, quindi per noi era perfetto. Anche per quanto riguarda le scenografie, abbiamo voluto suggerire un’ambientazione ottocentesca, un mondo magico à la Jules Verne.

Per immaginare la maschera del Clockmaker ho fatto riferimento al personaggio di Man of la Mancha character, e poi, dalla creta, il designer Kamil Krawczak (della Order 66 Creatures and Effects) l’ha resa reale. Tutti i collaboratori hanno rielaborato le mie idee iniziali e i miei suggerimenti attraverso la loro personale espressione artistica.

 

Dov’è stato girato il cortometraggio?

A Limerick e al Bunratty Folk Park, un parco per turisti che ricalca la struttura di un’antica città irlandese. Gli edifici presenti nel parco sono stati trasportati lì mattone per mattone e poi riassemblati. L’arredamento e gli accessori risalgono al primo 900, quindi adattissimi per il nostro progetto. Ger Wallace e John Mac Donnacha, che si sono occupati dell’allestimento, hanno affrontato un bel po’ di problemi per spostare gli oggetti più antichi da un set all’altro. Procurarci gli orologi è stata la cosa più difficile, soprattutto considerando il budget ridotto.

 

Il corto ha due protagonisti: il Clockmaker mascherato Joe Mullins recita solo con gli occhi e il corpo, mentre il narratore Jared Harris usa solo la voce. Come li hai scelti per interpretare i rispettivi ruoli?

Per il ruolo del Clockmaker c’era bisogno di un attore che avesse alle spalle una certa esperienza di vita. Ho preso in considerazione vari attori, tutti molto bravi, ma nessuno corrispondeva davvero alla mia visione. Joe Mullins è arrivato per una delle ultime sessioni di prova, a ridosso dell’inizio delle riprese, e mi è bastato vederlo indossare la maschera e recitare una scena per capire che era lui: la sua presenza fisica, l’interpretazione data al personaggio e l’espressività dei suoi occhi mi hanno convinto. Joe ha dato vita al Clockmaker, lo ha fatto completamente suo portando sullo schermo elementi propri della mimica e della recitazione teatrale. In lui ho visto la giusta misura nei movimenti, e il giusto spettro di emozioni negli occhi, che avrebbero reso il Clockmaker un personaggio credibile. Joe indossava sempre la maschera sul set, bevendo attraverso una cannuccia e mangiando salatini tra una ripresa e l’altra. Uno degli attori più pazienti e cortesi che si possano desiderare, un vero professionista.

Ammiro molto Jared Harris come attore, credo che la sua interpretazione del professor Moriarty in Sherlock Holmes – Gioco di ombre sia una vera perla, oltre che la migliore tra tutti gli adattamenti cinematografici di Sherlock Holmes, e si è dimostrato altrettanto versatile e travolgente come voce di Lord Portley nel film d’animazione Boxtrolls. The Clockmaker’s Dream è una fiaba anticonvenzionale, c’era bisogno di una voce che potesse esprimerne le suggestioni da fratelli Grimm ma anche il sottotesto umoristico. In occasione di una proiezione al Richard Harris Film Festival, abbiamo incontrato Jared che curava gli incontri col pubblico, e gli ho chiesto semplicemente se fosse interessato a diventare la voce narrante del mio corto. Per fortuna ha accettato e la settimana successiva, nello studio di registrazione, mi ha mostrato una straordinaria gamma di stili interpretativi e narrativi, e in più mi ha fatto ridere, dando così al film quel qualcosa in più.

Spero di lavorare ancora in futuro con questi due attori straordinari e con tutto il cast che ha preso parte al film. Devo ringraziare l’impegno e la dedizione dei miei collaboratori se sono riuscito a portare a termine delle riprese così complesse.

 

Irish Film Festa 10a edizione — I cortometraggi in concorso

Irish Film Festa 10a edizione - I cortometraggi in concorso

 

Giunge alla decima edizione Irish Film Festa, il festival interamente dedicato al cinema irlandese che quest’anno si terrà dal 30 marzo al 2 aprile, come di consueto alla Casa del Cinema di Roma.

Il concorso, riservato ai cortometraggi di produzione o co-produzione irlandese, presenta quest’anno quindici opere che spaziano tra vari generi e tecniche di realizzazione: tre corti d’animazione (A Coat Made Dark, The Lost Letter e Second to None), un documentario (Seán Hillen, Merging Views), un mockumentary (Starz), un horror (Blight), un thriller (Gridlock), un fantasy (The Clockmaker’s Dream), un adattamento ironico e contemporaneo di un antico poema gaelico (The Court, diretto dall’attore Seán T. Ó Meallaigh che ha partecipato alla scorsa edizione di IFF), un biopic (Two Angry Men), un commedia romantica interpretata da bambini (The Debt), un racconto di formazione a tematica LGBT (Lily), e tre drammi (Homecoming, Pause e Today).

Da sottolineare anche la presenza di nomi importanti nei cast dei cortometraggi selezionati: il protagonista di Gridlock è Moe Dunford (ospite al festival nel 2015 con Patrick’s Day di Terry McMahon, è tra gli interpreti della serie Vikings); Gerard McSorley offre una straordinaria performance in Starz, il cui co-regista, Martin McCann, è lui stesso un attore (lo abbiamo visto l’anno scorso in The Survivalist di Stephen Fingleton); Two Angry Men vede Adrian Dunbar, anche lui già passato all’IFF, nei panni del drammaturgo nordirlandese Sam Thompson, e l’esordiente Michael Shea in quelli del regista teatrale James Ellis (dirige il corto il figlio di Ellis, Toto); Jared Harris e Kate Winslet sono invece, rispettivamente, le voci narranti di The Clockmaker’s Dream e The Lost Letter, diretto dal vincitore dell’IFF 2012 (con The Boy in the Bubble, narrato da Alan Rickman) Kealan O’Rourke.

«Il concorso cortometraggi, che abbiamo lanciato nel 2010, si fa di anno in anno più interessante e più seguito: sia dai filmmakers (quest’anno abbiamo ricevuto quasi 100 candidature) che dal pubblico. Del resto, come dimostrano i nomi degli attori che appaiono nei corti selezionati, questo è un settore che il cinema irlandese non considera affatto secondario, e nel quale si rispecchia la vivacità e la ricchezza di questa cinematografia», commenta il direttore artistico Susanna Pellis.

 

IRISHFILMFESTA.10 – I CORTOMETRAGGI IN CONCORSO

BLIGHT (2015), Brian Deane
con George Blagden, Alicia Gerrard, Joe Hanley, Marie Ruane, Matthew O’Brien, John Delaney, Tristan Heanue, Donnacha Crowley
Un giovane sacerdote viene inviato su una remota isola al largo della costa irlandese per difendere la locale comunità di pescatori dalla minaccia di oscure forze soprannaturali, ma niente è come sembra.

AN CHÚIRT (THE COURT, 2014), Seán T. Ó Meallaigh
con Séamus Hughes, Michelle Beamish, Joanne Ryan
Un adattamento moderno del poema epico irlandese Cúirt An Mhéan Oíche / La corte di mezzanotte, scritto nel 1700 da Brian Merriman.

THE CLOCKMAKER’S DREAM (2015), Cashell Horgan
con Joe Mullins e la voce narrante di Jared Harris
In un mondo di automi, un fabbricante di orologi cerca di costruire la donna perfetta e darle il posto della moglie che ha perduto, ma è più difficile di quanto potesse immaginare. L’uomo deve trovare una soluzione prima che il tempo a sua disposizione finisca e il proprio mondo si fermi per sempre…

A COAT MADE DARK (2015), Jack O’Shea [animazione]
con le voci di Hugh O’Connor, Declan Conlon e Antonia Campbell Hughes
Un uomo segue gli ordini di un cane: deve indossare un misterioso soprabito con impossibili tasche.

THE DEBT (2015), Helen Flanagan
con Lee O’Donoghue, Susie Power, Eabha Last
Daithi, dieci anni, si innamora di Jessica, una compagna di scuola. Il bambino chiede aiuto a Penny, la sua migliore amica, per riuscire a conquistare il cuore di Jessica.

GRIDLOCK (2016), Ian Hunt Duffy
con Moe Dunford, Peter Coonan, Steve Wall
Una bambina scompare nel corso di un ingorgo stradale. Il padre, sconvolto, improvvisa una squadra di ricerca di ritrovarla. Tutti i presenti sono possibili sospettati.

HOMECOMING (2016), Sinéad O’Loughlin
con David Greene, Johanna O’Brien
Un giovane, tornato da poco in Irlanda, cerca a fatica di trovare il proprio posto nel mondo. Un volto familiare lo spinge a chiedersi se le cose stiano per cambiare.

LILY (2016), Graham Cantwell
con Clara Harte, Dean Quinn, Leah McNamara, Amy-Joyce Hastings, Paul Ronan
Lily, una ragazza che sta per diventare donna, ha un segreto. Dovrà affrontare la sfida più grande della sua giovane vita.

THE LOST LETTER (2016), Kealan O’Rourke [animazione]
con la voce narrante di Kate Winslet
La storia di un bambino impegnato a preparare il proprio quartiere in vista del Natale.

PAUSE (2016), Niamh Heery
con Janine Hardy
Una donna in stato confusionale arriva su un’isola per affrontare il proprio passato. Mentre riascolta vecchi nastri registrati in famiglia, l’ambiente che la circonda prende nuova vita.

SEÁN HILLEN, MERGING VIEWS (2016), Paddy Cahill [documentario]
Un ritratto dell’artista Séan Hillen, mostrato nella creazione di bellissimi fotomontaggi. Hillen condivide i propri pensieri sul lavoro e su una recente scoperta vissuta a livello personale.

SECOND TO NONE (2016), Vincent Gallagher [animazione]
Una commedia nera sul secondo uomo più vecchio del mondo.

STARZ (2016), Kevin Treacy, Martin McCann
con Gerard McSorley, Martin McCann, Michael Smiley, Tierna McGeown, Shane Todd, Laura Webster, Gerard McCabe
La troupe di un film documentario segue Dan Cambell, un agente di attori sull’orlo del fallimento che cerca disperatamente di proteggere la sua attività dall’ennesimo tribunale del lavoro.

TODAY (2015), Tristan Heanue
con John Connors, Lalor Roddy
Un uomo si sveglia nella propria automobile: è disorientato, non ricorda come sia finito lì in mezzo al nulla. Poi raccoglie lentamente i suoi pensieri, e la realtà di quanto accaduto lo colpisce con durezza.

TWO ANGRY MEN (2016), Toto Ellis
con Adrian Dunbar, Michael Shea, Conleth Hill, Michael Smilie, Julie Dearden, Lalor Roddy, Stefan Dunbar
La battaglia di James Ellis e Sam Thompson per mettere in scena la pièce teatrale Over the Bridge, nonostante la censura in vigore nella Belfast degli anni 50.